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Porto di Livorno, sindacati contro il piano LTM: “A rischio 51 posti di lavoro”

Livorno (martedì, 25 marzo 2025) — Cresce la preoccupazione per il futuro dei 51 dipendenti della Livorno Terminal Marittimo (LTM), società del gruppo Moby che opera al varco Galvani per il traffico Ro-Ro. Secondo quanto denunciato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, l’azienda avrebbe intenzione di chiudere e trasferire tutto il personale in una nuova società dedicata esclusivamente alle operazioni portuali.

di Benedetta Rubini

Una prospettiva che i sindacati definiscono “inaccettabile”, chiedendo un intervento immediato dell’Autorità Portuale per tutelare i lavoratori e la stabilità del porto. Negli ultimi anni, LTM ha affrontato un calo dei traffici dovuto alla cessazione della linea marittima Cagliari-Livorno, con crescenti difficoltà operative. Nel settembre scorso, l’Authority ha autorizzato la Lorenzini a subentrare in una parte delle aree assegnate a LTM per lo svolgimento di operazioni portuali, garantendo però la salvaguardia dei livelli occupazionali. Ora, però, l’azienda sembra voler creare una nuova entità, trasferendovi tutti i dipendenti.

Secondo i sindacati, questo piano rischia di peggiorare la condizione dei lavoratori, privandoli di garanzie occupazionali e salariali. Inoltre, l’ingresso di un’altra società nel porto potrebbe accentuare la concorrenza sul costo del lavoro, destabilizzando l’intero sistema. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti chiedono quindi un immediato confronto con l’Autorità Portuale per scongiurare quella che definiscono una “scelta pericolosa per il futuro del porto di Livorno”.

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Last modified: Marzo 25, 2025
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